';

Mille e 1 modi per farsi male

In campo agricolo e forestale si è sempre ritenuto che il trattore, macchina di elezione per il settore, possa e debba essere utilizzato per far fronte a qualsiasi tipo di lavoro.
Da qui deriva il frequente impiego di tale mezzo anche per svolgere attività che si dovrebbero affrontare con macchine ed attrezzature specifiche.

L’improvvisazione domina purtroppo ancora sovrana, in particolare quando si devono svolgere i cosiddetti lavori in quota, attività che impone il rispetto di precise norme di sicurezza.
Queste ultime, invece, spesso e volentieri risultano trascurate, sia perché ogni operatore tende a pensare che la sua esperienza lo renda invulnerabile al destino, sia perché nell’immaginario collettivo gli incidenti capitano sempre e solo agli altri.

Da qui l’insorgere di atteggiamenti tanto scellerati quanto inconsapevoli che, nella pratica, altro non sono se non vere e proprie sfide alla fortuna.
Per sostituire una gronda, per effettuare una potatura su alberi d’alto fusto o per cambiare un neon, tanto per fare qualche esempio, difficilmente si usa un sollevatore telescopico con cestello o si noleggia una piattaforma aerea.
Si preferisce piuttosto ricorrere a sistemi di sollevamento più immediatamente disponibili,
come ad esempio la pala di un caricatore frontale o – in alternativa se non addirittura in aggiunta – utilizzando scale o trabattelli.

Quando ci si deve staccare da terra la fantasia sembra sbizzarrirsi nell’inventare nuovi usi delle attrezzature più diverse e strane, complice anche il fatto che il tempo è denaro e l’arrangiarsi è una delle attività in cui da sempre l’essere umano primeggia.
Il risultato è che una quota importante degli incidenti con esito mortale avvenuti nel settore agricolo si lega a cadute, delle quali molte si sarebbero potute evitare con un minimo di raziocinio e semplicemente evitando il fai-da-te.

No quindi alle soluzioni improvvisate perchè di vita ce n’è una sola.