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Assolutamente inutile

È sempre più frequente, nello scritto come nel parlato, l’uso dell’avverbio assolutamente,
elemento che sembra fare tendenza ma che manifesta, in realtà, una mancanza di conoscenza della lingua.

Alla domanda “Ti piace la cena?” la risposta “Assolutamente” vorrà esprimere accordo o disaccordo? Diventa quindi necessaria una seconda domanda: “Assolutamente sì o assolutamente no?”.

Ma non ce n’è bisogno perché, è chiaro, la cena non è piaciuta, assolutamente!

In realtà questo avverbio ha di per sé significato neutro, perché è un semplice rafforzativo. Il suo abuso è purtroppo dilagato di pari passo con il suo uso improprio, rientrando in una generale tendenza a rendere più perentorie e categoriche delle affermazioni già di per sé chiare.

Quel “si” che per secoli è stato pronunciato a denti stretti, estorto, detto sottovoce o urlato a pieni polmoni, che suggella da sempre le unioni nella vita ed è sinonimo del nostro volere quotidiano ha perso dignità ed importanza, esautorato da quell’assolutamente che è e rimane un semplice elemento lessicale che non ha nessun significato pratico se usato da solo.